Via libera al ravvedimento speciale per spingere le adesioni al concordato preventivo. Finestra di versamento dal 1° gennaio al 15 marzo 2026. Incassi potenziali per 1 miliardo.

Il ravvedimento speciale riparte guardando a una platea potenziale di 2,2 milioni di partite Iva dando la caccia a un nuovo miliardo. Questa volta riguarderà gli anni d’imposta 2019-2023 e sarà rivolta esclusivamente alle partite Iva che aderiranno al concordato preventivo biennale 2025-2026. L’obiettivo sottinteso è quello di replicare i risultati dello scorso anno: da un lato, la sanatoria è risultata decisiva per trainare le accettazioni degli accordi biennali con il Fisco (circa il 40% dei soggetti Isa che hanno aderito al concordato poi hanno fatto anche il ravvedimento speciale); dall’altro, ha garantito 1,3 miliardi di euro (781 milioni di euro già versati e altri 483 in arrivo da chi ha optato per pagare a rate).
I vantaggi sono legati alla possibilità di ottenere uno scudo dai controlli per le annualità interessate dal versamento. Scudo che però verrebbe meno in caso di decadenza dal concordato, applicazione di una misura cautelare, personale o reale, o notifica di un provvedimento di rinvio a giudizio per uno dei reati tributari più gravi, di mancato perfezionamento del ravvedimento, dichiarazione infedele di una causa di esclusione.